Fabio e Cinzia giorno 2. Che fine ha fatto il cappello?
Aggiunto | Autor Luca Comito | Commenti

"Le zuppe che tanto odiavamo da bambini ci stanno tornando utili"

Quella di ieri è stata una giornata molto meno stressante rispetto a quella dell'arrivo. Partiamo ordinando un paio di the e caffe take-away per scaldarci ma subito dopo ci accorgiamo che la giornata non è glaciale. 


La prima tappa è la visita alla Chiesa del Salvatore sul Sangue versato, dopo aver scattato qualche foto (peccato per la cupola più bella in ristrutturazione) 
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 e qualche minuto a piedi entriamo nel locale che solo i veri Pietroburghesi conoscono: "пышки" tradotto in italiano, "ciambelle". È un vecchissimo bar in stile comunista che vende con estrema velocitá ciambelline fritte al prezzo di solo 14 rubli (0,20Euro) ma la vera chicca per gli amanti del genere, sono i gatti presenti nel caffè che si lasciano fotografare e accarezzare. 
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Viste le buone condizioni climatiche, cerchiamo di goderci la città il più possibile ammirando il palazzo dell'Hermitage, il palazzo del museo navale, le colonne della cittá, il battello sulla Neva adibito a ristorante e palestra. 
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Dopo circa 1:30 di cammino arriviamo al ponticello che porta alla Fortezza di Pietro e Paolo. La cosa che più colpisce è che dopo 300 anni dalla sua costruzione, la fortezza sia ancora in ottime condizioni. 
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Passeggiando ci colpiscono statue abbastanza "strane", conigli giganti, coniglietti che si danno la mano e quella di Pietro il grande con la testa piccolissima. Facciamo anche un giro sulla passerella esterna della fortezza dove ci colpisce un signore in costume che fa il bagno nell'acqua gelida. 
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Tra un mega ponte e l'altro ci dirigiamo al Giardino d'estate ma le fontane sono spente e le statue gia imbalsamate nelle casse di legno per non rovinarsi troppo nell'inverno ormai alle porte. 

Ecco, si avvicina il momento più bello della giornata, l'ora di pranzo! Sono circa le 14:00 e decidiamo di mangiare nel Pub sotto casa, ancora una volta l'immancabile zuppa ci scalda il corpo. Come antipasto invece optiamo per i "grenki", una cosetta sobria, pane nero tostato immerso nell'olio e aglio con del formaggio grattugiato sopra. Risultato? Sembra aver mangiato la bagna cauda. Comunque il conto anche in questo caso non è alto. 2 birre, 3 zuppe, 1 piatto di grenki e un piattone di patate e funghi. Prezzo 20 euro. 
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Vista la bocca piena di aglio, faccio un salto nella catena "seber" dove ci sono torte di ogni tipo. Non potevo fare scelta più sbagliata prendendo una torta piena di burro e ogni tanto qualche sfoglia. 

 Dopo esserci riposati un'oretta prendiamo la metro per fare un salto in periferia (45 rubli il biglietto) dove ho vissuto per molto tempo: Komendantsky prospekt. La periferia di San Pietroburgo è completamente diversa dal centro. I palazzoni popolari prendono il posto di quelli antichi e da visitare c'è ben poco a meno che tu non sia un'amante scopritore della vita mondana dei russi. 
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Dopo esserci rialzati per una pausa caffè, Fabio fa l'amara scoperta di aver perso il cappello di lana. Sará un ritorno in centro amaro per lui, visto l'attaccamento a quel cappellino. 
La giornata si conclude dopo aver cenato a casa con hamburger senza bacon e patatine. 

CONSIGLI:

- Copritevi bene con cappello e sciarpa quando attraversate i ponti di San Pietroburgo. 
- Non diffidate dei bagni chimici che trovate nella cittá, costano circa 40Rubli e sono più puliti dei bagni dei fast food. 
- Se passate dalla Fortezza di Pietro e Paolo, non dimenticatevi di accarezzare le mani di Pietro il Grande,  e lanciare una moneta tra le gambe del coniglietto sotto al ponte, potrebbe portarvi fortuna! 
- Prima di rimettervi in cammino dopo una sosta, controllate sempre di aver preso guanti, cappelli e sciarpe.

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